Green Ganesha / cambiare il mondo un pasto alla volta

Fabiana e Samuela, con Green Ganesha, vogliono cambiare il mondo un pasto alla volta. La loro rivoluzione gentile passa dalla cucina e dalla consapevolezza che ogni persona è responsabile della propria salute e del proprio ben-essere.

1 – Ciao Samuela e Fabiana, grazie per aver accettato l’intervista.Vorrei parlare con voi della rivoluzione gentile che portate avanti “un pasto alla volta”, una rivoluzione nata in cucina. Me ne parlate meglio?

Ciao e grazie a te per ospitarci nel tuo mondo illustrato.
Quando parliamo di rivoluzione gentile intendiamo quel cambiamento del comune sentire e del comune agire che ci spinga a concepire un modo nuovo di stare al mondo, attraverso rinnovate idee che diano vita a comportamenti basati sul rispetto del pianeta e di tutte le creature che lo abitano.

Per noi questa rivoluzione necessita per prima cosa di un risveglio collettivo di coscienza, la volontà di mettersi in discussione è un atto d’amore, un meraviglioso percorso di evoluzione che arricchisce le nostre vite e contribuisce a rendere il mondo un posto migliore per tutti.

Ed ecco che attraverso la nostra cucina gentile, basata sull’autoproduzione, la cura dell’ambiente, il rispetto delle materie prime, della terra e di chi la lavora vogliamo trasmettere un messaggio preciso: la consapevolezza di chi siamo e di dove stiamo andando comincia a tavola, perché ciò che ogni giorno scegliamo di mettere nel piatto, il modo in cui lo facciamo, il tempo e l’attenzione che dedichiamo ai nostri pasti ci definisce a livello personale e collettivo perché fa la differenza in termini di benessere fisico, mentale e spirituale oltre che ambientale.
Si, noi siamo convinte che cambiare il mondo un pasto alla volta sia possibile.


2 – Perché avete scelto il nome Green Ganesha per la vostra attività?

Green Ganesha si ispira ad una divinità indiana a noi molto cara, Ganesha, corpo da uomo e testa di elefante incarna l’equilibrio tra gli opposti. Non solo, rappresenta anche la capacità di rimuovere gli ostacoli sul cammino e per questo viene invocato per liberare la strada permettendo il passaggio e dando inizio a nuovi percorsi, sogni e attività. Ganesha è sempre stato nelle nostre vite, appeso al muro di quella che era un tempo la camera di Fabiana, ha visto nascere il nostro amore, l’ha benedetto accompagnandoci giorno dopo giorno. Green è stata una scelta successiva che richiama sempre la tradizione indiana: verde è il colore di anahata chakra, il chakra del cuore (che nel nostro logo avvolge Ganesha), il luogo fisico dove ha sede l’amore che nutre e da vita al cambiamento, così come verde è la natura che ci circonda e il cibo che sia noi che l’elefante, il più grande erbivoro del Pianeta, prediligiamo. Green Ganesha siamo noi.


3 – Fabiana e Samuela la storia di Green Ganesha è legata strettamente alla vostra storia d’amore, vi siete conosciute a Bologna ma è in Brasile che il vostro legame è fiorito. Mi raccontate di più di voi due?

Mi sembra di capire che tu abbia già curiosato e dici benissimo… Mi piace sempre ripercorrere quei momenti, i primi sguardi, i fiori nel cestino della bici, le cene gourmet solo per conquistarmi, ma cercherò di essere breve. Ci siamo incontrate quasi per caso a Bologna nell’aprile del 2016 ed è bastato pochissimo per capire quanto amore sarebbe esploso da lì a poco. Le tempistiche però (e non solo) non erano a nostro favore, visto che io, Muela, ero in partenza per il Brasile per il Servizio Civile internazionale ragion per cui dopo un settembre d’amore travolgente decidemmo bruscamente di lasciarci. Finchè un bel giorno, dopo svariati mesi, Fabiana decise di scrivermi e da allora è stato un crescendo di emozioni e sentimenti che l’hanno fatta volare dall’altra parte dell’oceano per quella che ancora chiamiamo la nostra “lua de mel”, ovvero un viaggio spensierato e magico per il Brasile. Da allora è stato impossibile separarci tanto che subito dopo mio ritorno, abbiamo iniziato la nostra convivenza bolognese.


4 – Nel 2017 Fabiana viene colpita da un cancro al seno e questo evento le fa mettere in discussione la sua vita, portando a una rivoluzione anche sul lavoro. Un’esperienza dolorosa come il cancro ha portato una consapevolezza diversa, giusto?

Poco dopo esserci innamorate Fabiana scopre di avere un cancro al seno e da quel momento la nostra vita viene completamente stravolta; cambiano i nostri progetti, i sogni, le speranze, le ambizioni, ma cambia soprattutto lo sguardo con cui osserviamo il mondo e le nostre vite. La malattia, che all’inizio sembrava una terribile punizione, si è rivelata poco a poco una grande maestra che ci offriva l’opportunità di imparare ad amarci e prenderci cura di noi stesse. Grazie anche alla formazione professionale di Fabiana, il cibo è stato fin da subito uno strumento di supporto essenziale, un alleato prezioso per affrontare le terapie e per raggiungere insieme un nuovo stato di ben-essere. Oggi viviamo nella consapevolezza che essere in salute è una nostra responsabilità, che non dobbiamo e non possiamo delegare e che l’alimentazione è il terreno fertile sul quale coltivare il presente fatto di amore e cura di sé.


5 – conTurbante, portare colore anche nel momento più buio della vita. Mi raccontate di più? 

Conturbante nasce dalla mia passione smisurata per i turbanti, in questo complice l’esperienza di vita brasiliana. Ma mai avrei pensato che si sarebbe trasformata in sostegno e luce in primis per Fabiana e poi per le tante donne che come lei hanno affrontato le terapie oncologiche. Quando abbiamo saputo che Fabiana avrebbe dovuto fare la chemio e avrebbe perso i capelli, la prima cosa a cui ho pensato per aiutarla sono stati i miei turbanti. Io li usavo sia per domare la mia chioma riccia, dato che di capelli ne ho fin troppi, ma sopratutto perché col turbante mi facevano sentire viva, bella e colorata e così ho immaginato che anche lei potesse sentirsi così. Col tempo Fabiana ha anche imparato ad indossarli da sola, a scegliere i colori e le stoffe più adatte a lei e insieme abbiamo immaginato che la nostra esperienza “conTurbante” dovesse uscire dalle mura di casa per raggiungere tante altre donne che ne avevano bisogno. Da quel momento sono nate tante collaborazioni con diverse associazioni del territorio, in particolare con “Loto Onlus” che mi ha permesso di entrare nel reparto di oncologia dell’Ospedale di Sant’Orsola di Bologna e insegnare personalmente a tante donne come realizzare le loro corone. Con la pandemia il progetto si è trasferito su instagram creando dei piccoli video-tutorial, ma non vedo l’ora di riprendere e portare il progetto altrove.


6 – Spesso nella vostra comunicazione social parlate di cura di sé e libertà che parte da piccoli gesti che facciamo ogni giorno, come la scelta degli alimenti. Cosa vuol dire avere cura di sé ed essere libere per voi due?

Dopo aver vissuto il cancro (io Fabiana) ho capito che la più grande forma di libertà per me è prendersi la responsabilità della propria salute, del proprio ben-essere. Sono libera se so come prendermi cura di me stessa, se riconosco i miei bisogni, se ascolto il mio corpo. Quando smetti di delegare e ti assumi questa responsabilità, riconosci a te stessa di avere un grande potere e allora ti senti davvero libera.


7 – Le persone che frequentano le vostre cooking class on line cosa “si portano a casa”?

Bisognerebbe chiederlo a loro 😉
Molti ci parlano dell’entusiasmo che trasmettiamo, della passione e dell’atmosfera rilassata e non giudicante che si respira durante le lezioni. Quello che alla fine resta di più credo sia la sensazione di essere accolti e far parte di un gruppo di persone che sta davvero facendo la differenza, per sé e per la collettività e che non è poi così difficile come ce lo raccontano.


8 – I vostri piatti sono belli, colorati e allegri, così come la vostra cucina. Credo che questo aiuti molto le persone che vorrebbero iniziare a mangiare vegetale ma non sanno da che parte iniziare. Quanto è importante cucinare in allegria e mangiare piatti curati e pieni di colore?

È importantissimo per tante ragioni, l’umore e l’energia che portiamo a tavola determina inevitabilmente il risultato, a partire dal momento in cui ci approcciamo al cibo, da quando lo cuciniamo a quando lo mangiamo Scegliere alimenti colorati, che nella cucina vegetale sono tantissimi, lavorarli con cura senza danneggiarli, è il punto di partenza ed è la prima esperienza di gioia. Ogni nostro gesto è mosso da un’intenzione ben precisa che ci guida nel trasformare un cibo vivo in un piatto. L’insieme dei gesti e delle materie prime scelte plasma l’energia che diventa parte del nostro nutrimento fisico, mentale e spirituale e che quindi può donarci una sensazione di benessere o di malessere. Lo stato d’animo con cui cuciniamo (che sia allegro, triste, sereno o arrabbiato) influenzerà di conseguenza l’energia di quel piatto che boccone dopo boccone nutrirà le nostre cellule. Ecco perché cucinare con allegria e gratitudine per creare piatti curati, colorati e vivi fa qualitativamente parlando la differenza.


9 – Qual è la cosa più bella che è accaduta da quando avete deciso di aprire Green Ganesha? Qualcosa che vi fa dire “ne varrebbe la pena rifare tutto da capo solo per questo”

Ciò che di più bello ci capita è osservare le persone acquisire fiducia in sé stesse cucinando, perché cucinare con consapevolezza ti permette di entrare in contatto con la tua natura e di darle voce. Inoltre abbiamo il privilegio di ispirare il cambiamento in coloro che ne sentono il bisogno, anzi di guidare una piccola grande rivoluzione, di creare ponti, dialoghi e momenti di condivisione e confronto. Anche se a volte è difficile capirsi ne vale sicuramente la pena.


10 – Lo scoglio più grande qual è stato?

Lo scoglio più grande è fare i conti con la capacità di rimanere sempre aperte al dialogo, di accogliere ed essere costruttive anche di fronte all’indifferenza dilagante o a comportamenti che riteniamo sbagliati. E’ un esercizio quotidiano, a volte faticoso ma necessario, per la nostra causa e per la nostra crescita personale.


11 – Sto chiedendo a tutte le persone che ho intervistato un SII GENTILE IN BOTTIGLIA, un messaggio di incoraggiamento per le altre persone. Me ne lasciate uno anche voi?

Cambiamo insieme il mondo un pasto alla volta.

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