Alfredo Carlo, Rassegna Stampa per bambini

La Rassegna Stampa per Bambini nasce da un papà che ogni mattino racconta al figlio le notizie più importanti della giornata.
Per la precisione nasce da una domanda: “Papà, cosa hai letto sul giornale, oggi?”
Per rispondere al figlio Isaac, Alfredo Carlo ogni giorno memorizzava le notizie più importanti, cercando di dare informazioni utili e spunti in grado di stimolare la curiosità e il dialogo.
Per rendere le notizie più comprensibili iniziò a disegnare delle vignette.
Da qui nasce l’idea della Rassegna Stampa per Bambini, 5 notizie disegnate che vogliono essere un punto di partenza per stimolare il dialogo con i propri figli e figlie, favorire lo sviluppo del pensiero critico prevenire la disinformazione e le fake news.

1 – Ciao Alfredo, ho conosciuto e apprezzato la Rassegna Stampa per bambini grazie a Instagram.
Ogni mattina pubblichi la tua rassegna stampa disegnata sui social e su www.rassegnastampaperbambini.it. L’idea nasce da una domanda di tuo figlio Isaac: “papà cosa hai letto sul giornale, oggi?” Mi racconti di più? Questo era anche il nome originale del tuo progetto, giusto?

Esatto. C’è stata un’evoluzione perché, effettivamente, è nata proprio così.
Io ho due figli, Isaac e Carolina; Isaac, che è quello più grande, vedendomi leggere le notizie al mattino mi chiedeva spesso: “cosa hai letto sul giornale?”.
Mi sono accorto che, nello scavare nella memoria di cosa avessi letto nel giornale al mattino, mi venivano in mente spesso o le notizie di cronaca nera o quelle più negative. Così mi sforzavo di ricordare anche altro, notizie più adatte e belle da raccontare a un bambino.

Il mio lavoro consiste nello sintetizzare attraverso il disegno e un mattino ho iniziato, per gioco, a disegnare qualche notizia, così me le ricordavo e le facevo vedere a Isaac. In seguito ho cominciato a prendere un ritmo e abbiamo iniziato a guardare insieme le notizie in questo modo.
Il nome ha subito un’evoluzione perché all’inizio si chiamava “Papà cosa hai letto sul giornale, oggi?” ma Rassegna Stampa per Bambini ha più senso, questo “papà” era molto invadente nel nome, le notizie non appartengono solo al papà o solo alla mamma.
Da qualcosa che era “Le notizie raccontate a mio figlio” è diventato “Le notizie raccontate ai miei figli” e adesso “Le notizie raccontate ai più o meno piccoli” perché ho visto che La Rassegna Stampa la leggono insieme ai bambini anche i genitori.

2 – Nel tuo sito, rassegnastampaperbambini.it, dici che queste vignette sono un punto di partenza, uno spunto per avviare un dialogo e un confronto in famiglia, vero?
Infatti l’obiettivo, da quando è diventato un progetto per tutti e non solo un progetto familiare, è proprio quello di creare un dialogo.
Le notizie, come le riporto, sono degli spunti, non sono quasi mai omnicomprensive. Lascio appositamente delle notizie e delle parole che non sono di immediata comprensione per i bambini più piccoli, perché l’obiettivo è che i bambini scoprano le notizie e il mondo anche attraverso le spiegazioni dei genitori, degli adulti, che le guardino insieme.
L’equilibrio che cerco è tra notizie che siano comprensibili e stimolino la curiosità di questo confronto, che è stata poi la mia esperienza con mio figlio.

3 – Nelle notizie di oggi della tua Rassegna Stampa ho letto la notizia del Tiktoker di Chivasso, Khabane Lame in arte Khaby, che è diventato uno dei 10 tiktoker più seguiti al mondo. Si prende spunto da questa notizia, che è di facile comprensione per i bambini, per affrontare argomenti più complessi: lui è in Italia da quando ha 1 anno ma non ha la cittadinanza italiana.
Esatto, hai colto proprio lo spirito della Rassegna Stampa. Essendo una Rassegna Stampa riporto le notizie che sono più di frequente sul giornale ma delle cinque notizie che riporto, tre sono di estrema attualità e due sono delle curiosità o cose più particolari come questa. Rimandano indirettamente a dei discorsi diversi.
In questo caso non è così importante la notorietà di questo ragazzo su Tiktok ma il fatto che lui nell’intervista dica: “A Tokyo proiettano i miei tiktok con scritto sotto: ragazzo italiano, mi hanno invitato negli Stati Uniti per una premiazione ma non riesco ad andare perché non ho un passaporto italiano” quindi la cosa interessante è capire cosa significa essere cittadini Italiani e perché lui non lo è.

4 – Spesso i bambini, ma anche i ragazzi, non vengono coinvolti dalle famiglie nel commentare le notizie del giorno, forse per proteggerli o perché si crede che sia troppo difficile parlarne. Secondo te perché?
Quando i bambini ci vedono col giornale in mano provano curiosità rispetto a questo oggetto grande e ingombrante, oppure nella sua versione digitale che non è un oggetto fisico ma è comunque pieno di notizie.

Noi adulti abbiamo timore che se i bambini conoscono determinate notizie poi si fanno chissà che idea del mondo, la Rassegna Stampa vuole capire se c’è spazio per dare degli indizi e dei piccoli pezzetti di informazione ai bambini.

Io spesso dico che serve per per aiutare i bambini a crearsi un’opinione anche se un’opinione arriverà forse più tardi, ma se i bambini hanno accesso alle informazioni iniziano a capire alcune cose del mondo. Coi miei figli di 12 e 9 anni si parla di violenza, che di solito è un argomento di cui non si parla con i bambini, partendo da una notizia. Inquadrare notizie di violenza contestualizzandole è più semplice e aiuta ad avere un quadro più ampio.
Avere più fonti di informazione, più fonti di cultura per poter realizzare in modo più razionale quel che si ha davanti.

5 – Cosa consigli a chi vorrebbe iniziare a parlare con i propri figli e figlie delle notizie del giorno ma non l’ha mai fatto?
La Rassegna Stampa come è adesso è pensata proprio per questo. C’è il genitore che guarda le notizie insieme ai figli, che è poi come facciamo colazione noi, le guardiamo insieme, loro le leggono e poi ci fanno qualche domanda o qualche commento. Oppure a scuola, che è un altro spazio dove potrebbe essere bello utilizzare la Rassegna Stampa e ogni tanto ho visto farlo coi bambini, leggendo le notizie con loro. In prospettiva trasformare anche quest’attività in mini progetti, come facevo a scuola io e forse anche a tu, con il giornalino della scuola, cominciando a fare la propria selezione di notizie.
Innanzitutto cominciare col confrontarsi coi bambini sulle storie che ci colpiscono e che vediamo e provare a spiegarle. Poi spesso significa anche capirle noi prima, perché sono complicate anche per gli adulti.


6 – Pubblichi la rassegna stampa ogni mattina, prima di colazione, tutti i giorni. A che ora ti alzi e quanto tempo dedichi a questo progetto? Scegli solo tu le notizie o hai qualcuno che ti aiuta?
Per fortuna sono sempre stato molto mattutino, anche adesso mi alzo un po’ prima delle cinque e ho aggiunto all’abitudine che avevo di leggere il giornale di prima mattina bevendo acqua calda e limone, i disegni. Però è parte di una routine che già avevo, mi alzo prima delle cinque, tra le sei e le sette vengono pubblicate le vignette della Rassegna Stampa, tranne nei weekend che si dorme un po’ di più e vengono pubblicate tra le sette e le otto.
Alle otto parte l’email per chi riceve la Rassegna Stampa tramite Newsletter.

4 – Raccontami la cosa più bella che ti ha portato questo progetto
Forse i messaggi, in generale. In particolare quello di un bambino che diceva che da quando leggeva la Rassegna Stampa capiva meglio le notizie. Ogni tanto arriva un messaggio di un genitore o un insegnante che mi fa un complimento, per me non è mai scontato. Chi fa cose, come anche te, quando riceve un complimento è sempre contento, non è mai scontato. Mi scalda sempre un po’ il cuore sapere che c’è qualcuno che si è affezionato.

5 – Oltre alla rassegna stampa normale c’è anche quella delle buone notizie, questa scelta mi ha definitivamente convinto a contattarti per saperne di più. Le notizie del giorno spesso sono impegnative da digerire e soffermarsi ogni tanto su quel che si sta facendo di buono è importante. Come si dice “fa più rumore l’albero che cade che la foresta che cresce” e di tanto in tanto parlare della foresta che cresce dona speranza. Come è nata l’idea e come è stata accolta?
Era lì da un po’ il pensiero di una Rassegna Stampa di Buone Notizie. Ci sono giorni che, leggendo il giornale, viene la depressione e la tristezza perché le notizie sono bombardamenti in un posto, decisioni difficili nell’altro. Ovviamente anche nella quotidianità, ogni tanto, ci sono delle buone notizie ma era da un po’ che pensavo a come dare un ritmo a questa cosa.
Ho chiesto una mano a un vecchissimo e carissimo amico che mi aiuta a selezionare delle buone notizie. Ogni mercoledì esce una storia, non sono cinque vignette ma una storia raccontata in cinque vignette e non è detto che non ci sia la necessità di uscire due volte la settimana!
Le buone notizie ci sono e vale la pena diffonderle per dare anche l’idea che non dobbiamo solo reagire davanti a un mondo difficile ma ci sono anche tante cose positive che succedono.

6 – Oltre a scegliere tu le notizie hai anche delle collaborazioni, ad esempio hai disegnato una serie di buone notizie per il Club dei cerca cose, una newsletter settimanale sui temi della biodiversità per bambini. Come si può richiederti una collaborazione? Ti hanno mai contattato delle scuole?
Sono collaborazioni nate in modo spontaneo, con il Club dei cerca cose abbiamo fatto una storia tempo fa, con il sito Gengle, un’associazione per genitori single, per loro ho disegnato delle vignette in occasione di alcune giornate celebrative. Sono collaborazioni nate per scambiarsi impressioni e modalità di comunicazione.
Sul sito ne trovi qualcuna ma altre sono a livello locale per manifestazioni e iniziative che riguardano i bambini.
Sono collaborazioni spontanee e quasi estemporanee.
Ho avuto collaborazioni con la scuola dei miei bambini perché sono quelle più vicine. Abbiamo fatto un paio di appuntamenti in cui spiegavo come avviene la selezione e la scelta delle notizie, i disegni, è stato un quasi un mini laboratorio.
Un sogno per il futuro che ho è quello di riuscire ad arrivare alle scuole non solo attraverso le notizie ma anche spiegando come si può sviluppare un senso critico per la scelta delle notizie ma anche per capire dove c’è disinformazione, che è un altro aspetto che sto studiano e approfondendo in questo periodo.
C’è l’informazione, l’eccessiva informazione e c’è il problema della disinformazione. Capire quali sono le fonti, documentarsi se una notizia è vera o no, sarebbe un bel percorso da fare con le scuole per far crescere dei ragazzi con questo tipo di consapevolezza.

7 – Quindi oltre ad approfondire le notizie del giorno anche insegnare ai bambini e ai ragazzi come riconoscere le notizie vere da quelle farlocche
Si, l’idea è partire incuriosendo bambini e ragazzi con le notizie del giorno per poi, come passo successivo, trasmettere un metodo per capire le notizie e leggerle.

8 – Dal 2016, ogni anno, scegli un progetto “uno al giorno”: hai iniziato con un video al giorno, poi un disegno al giorno e poi una riflessione al giorno. Questa è una sorta di disciplina, è impegnativo ma anche gratificante fare una cosa tutti i giorni per un intero anno, perché lo fai? La rassegna stampa per bambini finirà con il 2021? 
Questa è una mia caratteristica, un modo per darmi un ritmo, per non perdermi e così sono nati gli altri esperimenti. La Rassegna Stampa però dura da un anno e mezzo, è il progetto più duraturo. Ammetto che ogni tanto mi chiedo: “davvero mi alzerò ogni giorno e farò questa cosa?” però per ora funziona bene, non sento questo ritmo come una costrizione che ogni mattina DEVO fare questa cosa, tanto il giornale lo leggevo già ogni mattina.
Vediamo come evolve, se resisto, per ora penso di mantenerlo così. E poi chissà, magari si incontrano altre persone, si appassionano, non è detto che altri non si uniscano all’avventura ed è solo per una mancanza di tempo che non è già avvenuto.
Di lavoro faccio un’altra cosa e a questa attività riesco a dedicarci un certo tempo, per cui le cose vanno più lente.


8 – Tu sei un facilitatore grafico, ogni giorno lavori per rendere semplici e comprensibili dei concetti, aiutando il dialogo e gli spunti di riflessione. Mi racconti di più?
Il mio è un lavoro molto particolare, la facilitazione grafica non è come fare il grafico che ti immagini possa lavorare nella pubblicità o impagina qualcosa. Faccio questo lavoro da tanti anni e uso il disegno e il segno grafico, soprattutto nelle conversazioni, per mettere ordine in quel che diciamo o ascoltiamo. La Rassegna Stampa è prendere degli articoli e sintetizzarli in un segno più semplice e nel lavoro di tutti i giorni ascolto per sintetizzare e semplificare delle cose che, quando parliamo, risultano molto complesse. Da questo punto di vista sono un po’ facilitato perché si avvicina a quello che già faccio.


10 – Ho chiesto a tutte le persone che ho intervistato di lasciarmi un SII GENTILE IN BOTTIGLIA, un messaggio di incoraggiamento per gli altri. Mi lasci un SII GENTILE IN BOTTIGLIA anche tu?Secondo te, che messaggio hanno bisogno di ricevere bambini e ragazzi, oggi?
“La gentilezza è un muscolo da esercitare ogni giorno: più lo si usa e meno si sente lo sforzo nel farlo”

Ho riportato qualcosa di cui parlo spesso coi miei figli, di cui parliamo spesso in famiglia. Il concetto del muscolo vale per molte cose che facciamo ogni giorno ma per la gentilezza è ancora più vero.
Possiamo esercitare la gentilezza ogni giorno e ogni volta che lo facciamo ci abituiamo sempre più a farlo, costa sempre meno fatica.
Noi facciamo la gara con i bambini a quante persone facciamo passare sulle strisce pedonali, delle volte ci fermiamo e quasi non c’è nessuno, poi arriva qualcuno e abbiamo un punto in più!
Questa è una sciocchezza ma è una forma di gentilezza che va in quella direzione lì, quando vediamo delle strisce pedonali ci fermiamo anche se non c’è nessuno. Ci sono quelli che portano due punti perché camminano lenti, i distratti sono due punti e mezzo e così via.
La gentilezza è un muscolo che abbiamo tutti dentro, non bisogna impararla ma solo utilizzarla.

11 – Avendo a che fare con l’ascolto è una cosa che si affina, si allena ascoltando gli altri, cercando di intuire le loro esigenze. Se uno non l’ha mai fatto all’inizio ci vorrà più tempo
L’ascolto fa parte del lavoro che faccio, la differenza tra sentire e ascoltare è enorme, saper ascoltare attiva l’empatia che attiva la gentilezza stessa.
Anche rispetto alle notizie, in un certo senso è mettersi in ascolto, prima citavo un problema che non è banale, cioè che ci sono troppe notizie. Qualche mese fa ho letto un libro che consiglia di smettere di leggere notizie, mi ha aiutato moltissimo e per quattro o cinque giorni mi sono chiesto se dovessi smettere di leggere. Ha stimolato uno sforzo ancora maggiore per capire come organizzare l’informazione perché diventi un aiuto e uno stimolo e non un’aggiunta a qualcosa che c’è già in abbondanza.
La Rassegna Stampa ha dietro uno sforzo quotidiano per capire come renderla utile.

12 – Tu infatti proponi un numero limitato di notizie, cinque
Cinque notizie è nato un po’ per caso, però 5 informazioni al giorno possono bastare. Ci sono giorni che è difficile trovare cinque notizie importanti, che abbiano necessità di essere raccontate.

13 – C’è anche il riassunto mensile
Si, c’è anche quello annuale, a dicembre ho fatto un riassunto lungo metri di sole immagini, vederle tutte insieme è incredibile. Visivamente è un collage di immagini e brevi frasi.
Ogni immagine per noi, sopratutto per il nostro cervello che ricorda bene le immagini, attiva qualcosa. Una notizia spesso riporta non tanto la notizia ma quel che stavo facendo io rispetto a quella notizia.

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